La famiglia nella società oggi: possiamo ancora sperare nel futuro?

Domenica 10 maggio 2026, nel giorno della Festa della Mamma, presso la Sala Vignoli al quartiere Pilastro a Bologna, si è svolto l’incontro pubblico annuale sul tema della famiglia “LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA’ OGGI: POSSIAMO ANCORA SPERARE NEL FUTURO?”, organizzato dalla Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo con la partecipazione di un pubblico di 20 persone.
Il conduttore Stefano Stefani, della Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo, ha introdotto il tema, ricordando la realtà della famiglia oggi: non è più il modello stereotipato della pubblicità del “Mulino Bianco”, una famiglia che vive in campagna in mezzo alla natura con relazioni idilliache e perfette, ma una famiglia in cui vivono spesso contraddizioni e disarmonie che sfociano poi a livello mondiale in guerre, disuguaglianze e negazione di diritti umani; ha poi letto brani toccanti dell’autobiografia del Rev. Moon, fondatore della Federazione insieme alla Dott.ssa Hak Ja Han.

La prima relatrice, la Sig.ra Flora Grassivaro, consigliera nazionale della Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo e referente per il Veneto, ha detto: “La Federazione delle Donne, pur avendo il fine di promuovere il ruolo e il valore della donna nel mondo, non vuole in nessun modo contrapporsi al ruolo dell’uomo, ma anzi di complementarsi a lui. Se in passato ci sono state leggi che cercavano di tutelare il ruolo della donna che venivano interpretate in modo particolarmente estremo dal femminismo, ora è il tempo di collaborare insieme e conservare e tutelare la specificità e la differenza dei ruoli, quello femminile è di accoglienza, amore verso il prossimo, ecc…. L’uomo e la donna collaborano e insieme condividono questo progetto di vita del matrimonio. Lo sguardo della mamma verso il bambino e viceversa, l’amore espresso anche nelle culture più povere, l’attenzione, e tanti altri aspetti positivi della donna fanno sì che il bambino si senta amato e tutto ciò contribuisce alla comprensione intergenerazionale.”
E’ poi stato il turno della Dott.ssa Guya Bonaga, pedagogista, che si è dedicata all’insegnamento della religione cattolica in varie scuole statali medie e superiori a Bologna. La dottoressa ha parlato dell’educazione nelle scuole e delle strategie attraverso corsi che oggi stanno attuando per cercare di demolire la famiglia. “Un cambiamento lento di valori che deve sfuggire alla comprensione delle persone: non deve generare nessuna reazione, ma intanto viene portato avanti in modo silenzioso. Un cambiamento applicato con il contagocce per mesi, per anni. E’ proprio nelle famiglie, attraverso le generazioni, che si trasmette la fede, ma ora ci si sposa di meno perché il matrimonio viene sostituito dalla convivenza che è meno vincolante nella relazione che si sta vivendo. Nel corso del tempo si è cercato di dividere il corpo dall’anima. Nel pensiero cristiano il corpo è il dono dell’atto creativo di Dio che permane, ma sembra che si stia cancellando il valore del pudore, della dignità e del suo significato, sembra ci sia un progetto di corruzione verso i giovani, la sessualità è vista sotto un aspetto ludico, televisione e social arrivano a casa ad ogni ora. Il progetto di distruzione della famiglia parte proprio da qui. Durante gli anni ‘50 permanevano valori di fede e rispetto, ma via via, i media sono arrivati a considerare questi valori sorpassati, bigotti, antiquati, sono diventati oggetto di derisione. Il corpo ha perso il suo alone di sacralità. I bambini devono esser super-tutelati e i genitori devono essere molto attenti nel mondo di oggi. Spostare il pensiero delle persone è stato descritto dal sociologo statunitense Overton negli anni ’90 con la sua teoria di ingegneria sociale che descrive come idee inaccettabili diventino gradualmente accettate, popolari e infine legalizzate attraverso la manipolazione dell’opinione pubblica e spiega la persuasione di massa in sei fasi: impensabile, radicale, accettabile, sensata, popolare, legalizzata, il tutto senza forzature. Fra le leggi più malsane, l’utero in affitto e la teoria gender sono le più pericolose e vengono sempre più rese familiari e accettabili.
Oggi vi è l’attacco alle specificità maschili e femminili, attraverso l’annullamento fra il maschio e la femmina, c’è l’intento di sradicare il corpo dalla sua identità biologica di mascolinità e femminilità. Tutto ciò darà origine ad un nuovo genere, il genere neutro; nella pubblicità vediamo figure di cui non si riesce ad identificare il genere, sono “fluide”. Si è portati quindi a mortificare la virilità dell’uomo o snaturare la figura dolce, bella femminile della donna, rendendola sguaiata, creando un appiattimento di identità di genere e un disastro nella psiche di tutti. Secondo la teoria del gender, ognuno percepisce che cosa vuole essere, ma nel mondo della Chiesa cattolica si sono espressi in tanti, compresi gli ultimi Papi, contro l’ideologia del gender che viene propagata nelle scuole. Gli attivisti entrano nelle scuole, anche qui a Bologna, organizzano corsi e generano molta confusione: adozione alle coppie omosessuali, immagini nei libri di relazioni uomo-uomo o donna-donna, dicendo che ormai il 5% del mondo pratica le unioni dello stesso sesso. Non è questione di sconfiggere il bullismo o essere discriminatore, sotto sotto c’è qualcosa di ben diverso. Fin da bambini vengono raccontate storielle e favole di tendenza omosessuale…. Che cosa si può fare? Dobbiamo stare in guardia e stare all’erta per salvare la famiglia. La famiglia va testimoniata in modo che le persone ne possano recepire la bellezza e i valori. Non è un prodotto dell’uomo o della cultura ma scaturisce dal progetto originario di Dio. E’ il luogo dove l’uomo e la donna possono vivere la loro vocazione all’amore.
Il pubblico è poi intervenuto con numerosi interventi di considerazioni e osservazioni.
Si è quindi consegnato il diploma di Ambasciatrice di Pace all’avvocatessa Marta Pelloni, che ha deciso di mettere le sue conoscenze e la sua sensibilità al servizio delle persone che sono scappate dal loro Paese, per la guerra o per persecuzioni varie, che si sono rifugiate in Italia e che hanno bisogno di aiuto per inserirsi nella nostra società e trovare un lavoro.
E’ seguito un gradito ristoro con pizze e bevande.
Registrazione video: https://youtu.be/qAKoNoE20Oc
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